Comunicazione presidente O.u.a. del 19/01/2009 sulle mozioni approvate dall'assemblea

NON C'E' RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SENZA CONFRONTO
LE PROPOSTE DEGLI AVVOCATI IN CAMPO PER RILANCIARE IL DIALOGO TRA I PARTITI

Si è tenuta il fine settimana scorso, l’assemblea dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), con la nuova giunta in carica, guidata dal presidente Maurizio de Tilla. Settantacinque avvocati in rappresentanza di tutti i Fori italiani hanno discusso di riforma della giustizia (ordinamento giudiziario, civile, penale, magistratura onoraria), di legge Bersani e dell’ordinamento forense, di riforme costituzionali e della prossima inaugurazione dell’anno giudiziario. Approvate due mozioni: sulla legge Bersani e sul valore costituzionale dell’avvocatura. Maurizio de Tilla, presidente Oua, alla fine dell’assemblea ha così riassunto il dibattito e il contenuto delle due mozioni approvate: «In Italia la giustizia è stata al centro per troppi anni di una sorta di guerra civile. Il prezzo viene pagato tutti i giorni da cittadini e imprese che non possono contare su un sistema giudiziario degno di un Paese civile. Per questa ragione diciamo sì al “Metodo Fini” e al dialogo per cambiare la giustizia. Occorre certamente riformare il Csm e separare le carriere dei magistrati, ma anche affrontare con decisione il nodo del processo civile anche attraverso la semplificazione dei riti e il riassetto della magistratura onoraria, che, è bene ricordare, ha raggiunto le 11.500 unità su un numero complessivo di 21.000 giudici e che di fatto si occupa del 65 per cento del contenzioso civile. Più in generale, servono, però, maggiori risorse, ma anche più efficienza, innovazione tecnologica e, soprattutto, puntare sulla managerialità». «Altra priorità – ha continuato il presidente Oua - è l’abrogazione della legge Bersani. Abbiamo già presentato nei giorni scorsi le nostre proposte a Pdl e Pd, chiedendo il ripristino delle tariffe minime, vietare le società con soci di solo capitale, ristabilire il divieto del patto di quota lite ed eliminare l’invalidità dei codici deontologici, in conformità con il dettato costituzionale e con la normativa comunitaria. Questa è la precondizione per una riforma dell’ordinamento forense condivisa e moderna, che valorizzi tutte le componenti del mondo dell’avvocatura senza accentrare né decentrare eccessivamente». «Infine – ha concluso de Tilla - lanceremo una forte iniziativa politica per sancire il valore costituzionale dell'avvocatura, solo così si garantirà l’effettiva parità tra difesa e accusa e gli stessi diritti dei cittadini. Sono queste le proposte che, in occasione dell'inaugurazione dell’anno giudiziario, gli avvocati avanzeranno in tutta Italia per cambiare la Giustizia e rendere il nostro un Paese più moderno».

Roma, 19 gennaio 2009